monitoraggio api

L’impegno sulla tutela ambientale di Ecologia Viterbo è parte integrante ed attiva della sua politica aziendale. Il monitoraggio delle matrici ambientali coinvolte dall’impianto e dalla discarica viene effettuato utilizzando metodologie sempre più innovative per proteggere l’ambiente circostante e prevenire qualsiasi forma di inquinamento.

A tal proposito la nostra azienda, oltre che eseguire i controlli definititi dall’A.I.A, ha avviato un nuovo progetto di monitoraggio utilizzando come soggetto principale le api. Quest’ultime sono state  utilizzate come bioindicatori per valutare l’impatto delle discariche sull’ambiente in quanto presentano semplicità gestionale, economicità e maggior efficacia di rilevazione rispetto alle centraline fisse. Le api, infatti, sono in grado di svelare la salute dell’ambiente per un raggio di azione fino a 3 Km dalla ubicazione delle stazioni di rilevamento andando a coprire un area pari ad 28,26 km2 per sito. Le api sono degli ottimi indicatori biologici perché segnalano il danno dell’ambiente in cui vivono, attraverso l’alta mortalità nel caso di insetticidi e il loro stato di salute in relazione ai residui che si possono riscontrare nei loro corpi sia all’ interno che all’esterno sulla peluria. Anche nei prodotti dell’alveare (miele, cera), possono risultare presenti agrofarmaci poco tossici e altri agenti inquinanti come i metalli pesanti e idrocarburi.

Molte caratteristiche etologiche e morfologiche fanno dell’ape un buon rivelatore ecologico: è facile da allevare, non ha grandi esigenze alimentari, ha il corpo coperto di peli che la rendono particolarmente adatta ad intercettare materiali e sostanze con cui entra in contatto. L’alto tasso di riproduzione e la durata della vita media, relativamente corta, induce una veloce e continua rigenerazione nell’alveare; ha un’alta mobilità (raggio di volo 3km) che permette di controllare una vasta zona effettuando numerosi prelievi giornalieri; perlustra tutti i settori ambientali (terreno, vegetazione, acqua, aria); ha la capacità di riportare in alveare materiali esterni di varia natura e di immagazzinarli secondo criteri controllabili.

Il biomonitoraggio presso i siti impiantistici di Ecologia Viterbo

Sono state introdotte in prossimità dell’Impianto in Loc. Casale Bussi e della discarica in Loc. Le Fornaci 35 arnie tipo dadant-blatt a ognuna delle quali ospita circa 15.000 api, valore che tenderà a crescere raggiungendo fino 50.000 api per ogni arnia.
Queste serviranno per la produzione di miele e per una valutazione qualitativa della salute generale delle api. Altre 5 arnie a sito sono state inserite a circa 50 metri di distanza dalle precedenti. Queste verranno utilizzate per il prelievo dei campioni (api, cera, miele e polline) da analizzare e proprio su queste sono stati posizionati i sensori che controlleranno il tasso di mortalità, il numero delle api , temperatura e umidità dell’interno e le polveri che le api stesse possono trattenere con la loro fitta peluria.

Tutta l’operazione si svolge in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana e con il supporto di esperti apicoltori e naturalisti che eseguiranno i campionamenti e le analisi con cadenza mensile.

Il nostro obiettivo è quello di dimostrare come la presenza di una discarica o di un impianto di trattamento di rifiuti , se gestito nella legalità e nel rispetto dell’ambiente che ci circonda, possa essere considerato come un elemento integrante della società senza rischio per la nostra salute.  

Per Ecologia Viterbo la fida inoltre sarà quella di produrre un miele certificato con caratteristiche organolettiche pari a quelle di un prodotto biologico di elevata qualità.

FASI DEL PROGETTO

Installazione dell’apiario

L’ubicazione dell’apiario deve tenere in considerazione le caratteristiche generali dell’area oggetto del monitoraggio (presenza fonti pollinifere e nettarifere, presenza di acqua, possibili impatti ambientali derivanti dalle condizioni locali).

A tal proposito è stata individuata un’area adiacente il sito di smaltimento dei rifiuti idonee al posizionamento degli apiari.

Posizione apiario

Posizione dell’apiario rispetto al sito di stoccaggio rifiuti in località Le Fornaci. Nell’immagine è illustrato un raggio di 1km, distanza preferenziale bottinata dalle api

Nella postazione prevista, le famiglie di api provenienti da allevamenti apistici condotti secondo le regole del biologico, saranno messe a sciame in portasciami nuovi, verniciati con vernice atossica solo esternamente, provvisti di telaini di legno nuovi con una striscia di circa 5 cm ci cera biologica (con funzione di starter). Tale operazione permetterà di eliminare ogni possibilità di contaminazione delle matrici dell’alveare precedente al posizionamento dell’apiario in situ.

telaino api

Telaino con foglio cereo starter

Nell’eseguire tale pratica saranno valutate:

  • La presenza di fonti nettarifere sufficienti alla ripresa della colonia. La presenza di abbondanti fonti nettarifere nel periodo di costituzione dell’apiario sentinella (preferibilmente primavera) permette alle famiglie di api messe a sciame di ricostruire l’intero alveare. In caso contrario è possibile che le famiglie periscano in breve tempo.
  • Adozione di tecniche per impedire la fuga degli sciami di api. Dopo la messa a sciame, la colonia di sole api posizionata nel nuovo alveare potrebbe interamente uscire dalla nuova arnia per ricercare un nuovo luogo di insediamento. Al fine di evitare tale evento, si consiglia di ingabbiare la regina per i primi 3-5 giorni dal momento di costituzione dell’alveare sentinella.
  • Adozione di strategie per impedire lo spostamento della colonia al di fuori dei telaini starter. Anche in seguito all’ingabbiamento della regina è possibile che, successivamente alla sua liberazione, le api preferiscano costruire favi nuovi in altri spazi distanti dai telaini starter. Per ovviare a tale problematica è
    sufficiente riempire tutta l’arnia con i telaini starter. Anche nel caso le api costituiscano favi naturali, i campioni possono essere prelevati ed impiegati per le analisi.
raggio di studio

Raggio di 1, 2, 3 km di distanza dall’ubicazione dell’apiario di loc. Le Fornaci (VT)

Gestione degli alveari sentinella

La gestione degli alveari sentinella deve seguire rigide regole al fine di evitare ogni possibile contaminazione delle matrici apistiche dovuta all’opera dell’apicoltore. Di seguito sono elencate alcune regole generali da seguire nel periodo di campionamento:

  • Non inserire all’interno degli alveari sentinella
    alcun tipo di materiale (organico o inorganico). Solo a titolo di esempio non è possibile inserire telaini contenenti miele, covata o anche solo cera provenienti da altre famiglie (sia sentinella sia provenienti da altri apiari);
  • Non alimentare le api con alimenti di cui non è
    certificata l’origine e l’assenza di contaminanti. Ogni tipo di alimentazione non certificata potrebbe portare all’interno degli alveari sentinella sostanze indesiderate che falserebbero le analisi;
  • Utilizzare attrezzature apistiche (leva, affumicatore) in acciaio inox e pulirle da eventuali residui dopo il loro impiego, tra un alveare ed un altro;
  • Utilizzare sempre DPI nuovi, integri e puliti;
  • Impiegare guanti in lattice e di bisturi monouso, nonché di idonei contenitori sterili per i campioni;
  • Non trattare le api con farmaci in grado di rilasciare residui. La gestione della Varroa, infatti, ormai affermata quale una delle principali cause di mortalità e spopolamento degli alveari a livello
    mondiale, è cruciale nella normale pratica apistica. Nel caso degli alveari sentinella, l’unica pratica per il contenimento dell’infestazione ammessa è l’asportazione di covata, l’ingabbiamento della regina ed il trattamento con farmaci a base di acidi organici.

Ove ritenuto importante, saranno raccolte informazioni generali sulle pratiche agronomiche circostanti l’area oggetto di studio e sulle tipologie presenti negli appezzamenti agricoli. Infine, se necessario, saranno mappati gli areali e censite tutte le specie botaniche di interesse apistico nelle aree buffer attorno agli apiari.

Gli apiari, costituiti da alveari omogenei come forza, saranno dotati di tecnologie IoT per il monitoraggio in continuo e da remoto delle sue principali funzionalità.

Sarà fornita alla Ditta una piattaforma per l’accesso a tali dati in tempo reale. Tale accesso potrà essere utilizzato anche per fini promozionali e divulgativi dell’iniziativa.

 

Esempio di piattaforma di monitoraggio delle funzionalità degli alveari sentinella
 
In base alla documentazione bibliografica in possesso, le matrici utili per il monitoraggio ambientale del sito sono:
  • Miele: non opercolato/opercolato/da melario;
  • Polline: da trappola (ogni 2-3 giorni);
  • Api: bottinatrici/nutrici;
  • Cera: di opercolo/favo tal quale.

Per ogni matrice i quantitativi minimi da prelevare per la conduzione delle analisi chimiche sono:

  • Miele: 20 g
  • Polline: 20 g
  • Api: 20 g (200 api)
  • Cera (di
    opercolo): 20 g

Modalità di prelievo dei campioni

Miele: il miele da utilizzare per le analisi deve essere fresco, non opercolato. La parte di favo scelta per il campionamento (di dimensioni 15×15 cm) viene escissa con bisturi sterile (da sostituire dopo ogni prelievo) ed il miele viene spremuto dal favo in un contenitore sterile monouso (busta presto-chiuso). La cera eventualmente presente deve essere, per quanto possibile, allontanata. Anche il miele prodotto dalle api nei melari (per autoconsumo o vendita) sarà analizzato per escludere la presenza di contaminanti.

Polline: il polline deve essere prelevato mediate trappole raccogli polline posizionate almeno 24 ore prima del prelievo. Le trappole presenti in commercio sono costruite con materiali molto eterogenei (legno, plastica, ferro) ma da preferire sono quelle in materiale per contatto con alimenti. Il polline deve essere prelevato dalla trappola entro 48 ore e posto in un contenitore sterile monouso (busta presto-chiuso). Da evitare la presenza di api morte o residui di varia natura nel contenitore.

Api: il prelievo della matrice ape consiste nella cattura di un minimo di 200 api bottinatrici (circa 20g di api) al rientro in alveare. Per ottenere api bottinatrici, le uniche in movimento costante nel territorio intorno la postazione, verrà chiusa la porticina dell’alveare per facilitare l’accumulo delle bottinatrici sul predellino e per evitare il prelievo di api guardiane o di fuchi. Si preferirà effettuare i campionamenti nelle tarde ore mattutine o nel primo pomeriggio, ossia quando le api mostreranno un’intensa attività di bottinatura. Ciascun campione dovrà essere immediatamente pesato per garantire una quantità minima di 10g. Inoltre, le api campionate saranno immediatamente riposte in contenitori termici contenenti ghiaccio secco od altro idoneo materiale per la crioconservazione, sì da ridurne la loro attività vitale nel più breve tempo possibile. Oltre al campionamento di api bottinatrici può risultare determinante il campionamento di api morte, se presenti nei pressi dell’alveare, per permettere l’identificazione delle sostanze responsabili della sopraggiunta mortalità acuta.

Cera: il prelievo della matrice cera consiste nella escissione di cera d’opercolo fresca, ottenuta preferibilmente da cellette contenenti miele, impiegando materiale monouso già precedentemente descritto. In assenza di cera di opercolo recentemente costruita (rinvenibile grazie al colore più chiaro), è possibile prelevare campioni di cera nelle parti terminali del telaino che siano stati recentemente costruiti. In questo caso la campionatura è facilitata con i telaini starter impiegati negli alveari sentinella.

 

Favo naturale costruito dall’alveare sentinella. Su un favo così costituito è possibile prelevare cera e miele.
Un alveare sentinella correttamente insediato

TEMPISTICA DI CAMPIONAMENTO

I campionamenti saranno effettuati su base mensile.

Nell’apiario sentinella sara realizzato un campione/mese di quantità sufficiente per le analisi richieste. In caso sia incrementato il numero di molecole ricercate, saranno incrementate di conseguenza le quantità prelevate dagli alveari delle diverse matrici con relativa rimodulazione del budget proposto.

Il periodo di campionamento inizia a maggio e prosegue mensilmente  fino alla fine dell’anno solare. Una volta insediato l’apiario sentinella sarà possibile proseguire la fase di campionamento anche gli anni successivi, sempre a cadenza mensile, salvo impossibilità di apertura degli alveari nei periodi più rigidi (inverno) durante i quali anche l’attività di bottinamento delle api è ridotta al minimo.

Qui di seguito alcuni scatti che raccontano l’installazione delle arnie eseguita all’interno dell’area di discarica in Loc. Le Fornaci.